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a Giuliano Montaldo
Fra le ideologie, prevalentemente di destra
e di sinistra che caratterizzano il cinema a partire dagli ultimi
anni '60, con le varie italie violente e indagini e confessioni,quella
di Giuliano Montaldo si impone per il netto e grande rigore. La
chiara visione delle cose e la lettura critica del reale si tramutano
in impegno politico e civile contro ogni tipo di sopruso sull'uomo
senza farsi tuttavia strumento di proclami propagandistici che potessero
derivare da un supino asservimento alla propria ideologia d'origine.
La tematica sociale emerge sin dall'esordio come regista e si snoda
in una linea dalla descrizione degli avvenimenti della Resistenza
arrivando fino al messaggio del Marco Polo, senza trascurare
le prevaricazioni del potere e le violenze cui č soggetta l'umanitā
di sempre.
Con coerenza ideologica e stilistica realizza il Marco Polo: proponendo
ancora un personaggio dimenticato e spesso identificato dalla posterioritā
col Milione, Montaldo ne costruisce il carattere senza perdere di
vista ciò che attorno al personaggio accade per dare in una
stupenda sequenza il complesso possesso di un mondo meraviglioso
e lo scorrere lento delle immagini sullo schermo ammaliando lo spettatore
con la bellezza fascinosa di luoghi misteriosi e lontani.
Su di essi si taglia Marco, antico e insieme moderno, e Montaldo,
attraverso la figura del giovane mercante di Venezia, dā un saggio
di come l'arte possa farsi portatrice di valori universali quali
la pace, la tolleranza e la comprensione tra i popoli.
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