Efebo d'Oro 1986 - 8° edizione - Televisione
Teresa Raquin
di Giancarlo Cobell

 

a Giancarlo Cobelli...

Nella prassi spesso edulcorata e sterilizzante delle riduzioni o adattamenti televisivi, l'operazione di Giancarlo Cobelli sul testo di Emile Zola si pone come esempio di non comune intelligenza. Risolutamente  evitando  ogni  disposizione  archivista  o  sacrale,  recuperando la tragicitą e la passione attraverso una dimensione grottesca che di per sč suona quale rottura nei confronti degli schemi del naturalismo -o meglio dei pigri schemi con  i  quali decenni  di critica prevenutaci  hanno insegnato a  recepire i  grandi testi del naturalismo dimenticandone la carica esplosiva o delirante- questa Teresa Raquin conferma in pieno giudizio (e le preoccupazioni) che al momento dell'uscita dell'opera esprimeva a Zola Hyppolite Taine, complimentandosi per la riuscita e al tempo stesso ravvisando nello stile "un pņ di etano: a forza di cambiare le idee in immagini raggiungete spesso la fantasmagoria, e in una simile storia la fantasmagoria diventa incubo". Sostituiamo al tetano una diversa forma di malattia contagiosa o di tabù, chiamiamolo eccesso o rifiuto del compromesso; e la definizione risulterà perfetta per questo "sceneggiato", vera mina vagante nella pigrizia dei teleschermi.

 

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